I nodi oggi come un tempo hanno varie funzioni e spesso ci sono utili anche nel quotidiano, nell’ambito del lavoro, come a casa o semplicemente nel tempo libero. Con questo mio breve articolo non ho certo la presunzione di “insegnare” a chi che sia l’arte del nodo, ma molto semplicemente mi prefiggo l’obiettivo di portare l’attenzione sulle potenzialità che ci vengono offerte dalla capacità di saper fare un buon nodo, quando magari ci troveremo a manovrare una corda. Nella legatura si eseguono diversi tipi di nodi: d’avvolgimento, di giunzione, d’arresto, ecc.; per fare una legatura, però non è sufficiente eseguire una serie di nodi ma occorre conoscere la natura dei cavi e saperli trattare.

Saper fare i nodi è soprattutto una delle nozioni fondamentali per la vita scout all’aria aperta e conseguentemente trova vaste applicazioni anche nell’ambito del Soft-Air. Non c’è lavoro di pionieristica e non c’è momento di vita all’aperto in cui essi non vengano richiesti: dal nodo per il tirante della tenda da campo a quello per issare, un carico come le attrezzature, gli zaini, o magari anche legare materiali sul portapacchi dell’auto o la bandiera sull’asta, ecc., dal nodo per allestire un bivacco con rami arbusti e quant’altro la natura può offrire al momento o costruire e mettere in sicurezza passaggi aerei su percorsi sdrucciolevoli e disagiati o sentieri scoscesi, come in determinate situazioni di emergenza o stabilità precaria. Un nodo fatto bene è un nodo che resiste a tutti gli sforzi e che è facile da sciogliere, mentre un nodo fatto male invece, si scioglie al minimo sforzo oppure rimane così stretto da non riuscire più a scioglierlo.

I nodi marinareschi

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